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Fino al 26.XI.2015 Verso, Hotel Palazzo Caracciolo, Napoli

  • Immagine del redattore: Michela Sellitto
    Michela Sellitto
  • 16 nov 2015
  • Tempo di lettura: 2 min

Aggiornamento: 29 gen 2020



Arte e architettura di nuovo a confronto in un dialogo che coinvolge la forma, la poetica e la tecnologia, tutto questo sintetizzato in Verso, nuova installazione presentata all’interno dello storico Palazzo Caracciolo di via Carbonara.

“Verso” è un lavoro prodotto dalla ricerca laboratoriale di quattro giovani artisti campani, Gianmarco Biele (1992), Vincenzo D’Argenio (1982), Alessandra Donnarumma (1987), Flaviano Esposito (1989), per il secondo appuntamento di “Art, do not disturb”, curato da Mario Francesco Simeone. La rassegna è dedicata all’arte contemporanea e viene ospitata e promossa dall’Hotel Palazzo Caracciolo-MGallery Collection, nell’intento di coinvolgere giovani artisti e curatori sulla continuità visiva e concettuale che si crea tra arte, architettura e ambiente circostante.

Da questa unione è stato realizzato un elegante intervento d’arte contemporanea che è perfettamente inserito al centro del chiostro/giardino dell’antico edificio del 1300. L’ingresso del Palazzo permette uno spontaneo incontro con il lavoro, le cui forme geometriche, perfettamente pure, dialogano naturalmente con l’imponenza dei profili della storica struttura. L’opera è composta da due grandi dischi leggeri sovrapposti, con un’angolazione di 23°, pari all’inclinazione dell’asse terrestre, concludendosi con una morbida “autoilluminazione” realizzata con pannelli solari e accumulatori che convogliano l’energia per diffonderla in maniera poco invasiva e circoscritta in funzione della sola installazione.

Richiamando proprio uno degli originari ruoli che era delle corti signorili, ossia lo studio delle stelle, “Verso”, si ispira all’astrolabio, antico strumento astronomico attraverso il quale si calcolava e localizzava la posizione degli astri, mettendo in contatto il mondo terreno e quello celeste. Inoltre, la forma circolare dell’opera e la quadratura della corte sono metafora del rapporto tra cielo e terra, nonché tra spirito e corpo: il cerchio, simbolo dell’avanzamento della natura umana, è l’immagine metaforica della totalità della psiche e dell’universo, contrapposto al quadrato, emblema della materia del corpo e della realtà.

L’irresistibile impulso di rivelare il fattore compositivo nella sua purezza per esprimere il rapporto tra l’uomo, la materia e l’infinito è stato ciò che ha mosso gli artisti anche nei loro lavori individuali, esposti nel chiostro grande del Palazzo.

La prima opera che si incontra durante il percorso è Verso Terra, di Alessandra Donnarumma, che ha affrontato la tematica del corpo umano non solo con le geometrie, ma anche attraverso la fragilità della scelta di un materiale ligneo delicatamente decorato. Segue Vincenzo D’Argenio, con Senza Parole, uno studio accurato della forma geometrica nelle sue sovrapposizioni da cui deriva un libro che diventa un gioco o un esercizio di memoria. Poi, Flaviano Esposito espone 36.ottebebramento della luce, un lavoro in cui fonde antiche tecniche fotografiche e moderne soluzioni digitali. Infine, Gianmarco Biele che, per Volti, si è lasciato ispirare dalle sfere che, nell’immobilità, mutano a seconda degli spostamenti dello spettatore grazie alla loro bicromaticità, rappresentando, così, i diversi momenti delle fasi lunari e riportando l’attenzione sulla tematica principale di tutto il lavoro. Chiudendo la mostra come un cerchio perfetto.

Michela Sellitto

mostra visitata il 26 ottobre 


Dal 27 ottobre al 26 novembre 2015

Gianmarco Biele, Vincenzo D’Argenio, Alessandra Donnarumma, Flaviano Esposito, Verso

Palazzo Caracciolo MGallery Collection 

Via Carbonara, 111/112 – 80139, Napoli

Orari: dal lunedì alla domenica, dalle 10.00 alle 20.00. Ingresso libero


Pubblicato il 16/11/2015 su Exibart

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