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Fino al 31.I.2019 Anselm Kiefer, Fugit Amor Galleria Lia Rumma, Napoli

  • Immagine del redattore: Michela Sellitto
    Michela Sellitto
  • 26 gen 2019
  • Tempo di lettura: 3 min

“Il mondo reale non esiste se non attraverso l’opera d’arte o la poesia, che si distinguono nettamente dalla vita”. Questa visione ha spinto fin dall’origine tutta la ricerca di Anselm Kiefer (Donaueschingen, 1945) che guarda al di là delle cose lasciandosi trasportare da un visibile che è emanazione del misterico. Con questo paradigma questa figura tra le più importanti del movimento neo-espressionista tedesco torna a Napoli. Ospitato nuovamente dalla Galleria Lia Rumma Kiefer propone la mostra “Fugit Amor”, un percorso espositivo intorno all’idea della fugacità dell’amore. Kiefer negli ultimi anni è stato preso da una passione per Auguste Rodin, dando vita a quella che definisce una corrispondenza a distanza. Cosi come Rodin tornava sulla materia, Kiefer ritiene l’atto creativo un processo in continua trasformazione, che è contemporaneamente contenitore del suo essere e della sua negazione, un non finito su cui far ritorno. Parte dall’omonima opera dello scultore francese “Fugit Amor”, due amanti nell’atto di afferrarsi e resistere a una corrente intenta a trascinarli via, preso da questo trasporto decide di analizzare ogni accezione del concetto di amore. “L’amore viene e va. Anzi, è una cosa che va sempre via”, dichiara Kiefer senza alcuna incertezza. La Galleria Lia Rumma viene invasa dalle opere, dove l’osservatore può lasciarsi inondare dalla narrazione delle singole storie, esprimendo una propria interpretazione senza preconcetti. Come predilige solitamente l’artista tedesco, tutto l’attraversamento è studiato senza un particolare evento da catturare, ma in maniera percettiva e intuitiva. Storia e mito si confondono perché “l’amore fugge e gioca con il tempo”.

Non appaiono figure umane, possono solo essere intuite presenze. Predilige i luoghi, gli ambienti, gli oggetti che risultano vicinanze alle storie, agli esseri umani che vengono fagocitati dal vortice delle emozioni. L’amore narrato non è solo la passione tra uomo e donna ma il sentimento che invade tutta l’esperienza dell’essere umano fino al confronto con l’assoluto e Dio. I dettagli che incuriosiscono l’osservatore sono molteplici: si passa da un nido che ricollega alla narrazione all’amore di una madre che salva il piccolo Mosè, storia tratta dall’Antico Testamento, ai tappi di sughero delle bottiglie di vino, grande passione dello sregolato Serge Gainsbourg, fino al guscio d’uovo, simbolo della creazione e della nascita, in questo caso sospeso in un limbo dal significato non definito.

I materiali usati sono eterogenei e organici e si alternano senza regola nelle teche: cenere, ferro, piombo, foglie, terracotte, fiori e piante tutti filtrati da un vetro che, come una pelle semipermeabile, collega l’arte e il mondo esterno.

Raccontare il lavoro di Kiefer è complesso come lui stesso dichiara “Ogni tentativo di definizione si sgretola non appena viene a contatto con il suo enunciato, proprio come accade per l’arte, che non smette di oscillare tra perdita e rinascita”. Le sue opere sono una continua e irrefrenabile volontà di confrontarsi con un passato oscuro, con una cultura non compresa o che non deve essere perduta. I lavori sono spesso aspri, seguono un percorso volutamente discontinuo e confuso, sono l’esito di una lunga e lenta elaborazione, e quasi sempre prodotti in grande scala, ma non per meravigliare lo spettatore. L’osservatore è proiettato in una dimensione sospesa tra emozionalità e riflessione, dove può anche decidere di lasciarsi solo trasportare dal fluire del racconto.

“Il ritmo della poesia ha proprio questo di prodigioso: ci consola là dove siamo inconsolabili. Ci offre la bellezza senza localizzarla”.


Michela Sellitto

mostra visitata il 28 ottobre 2018


Dal 28 ottobre 2018 al 31 gennaio 2019

Anselm Kiefer, Fugit Amor

Galleria Lia Rumma

Via Vannella Gaetani 12, Napoli

Orari: martedì-sabato ore 11-13.30 / 14.30-19.00


Pubblicato il 26/01/2019 su Exibart

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