L’albero della Cuccagna. Nutrimenti dell’arte - Sedi varie, Napoli
- Michela Sellitto

- 22 dic 2015
- Tempo di lettura: 3 min

L’albero della Cuccagna, seminato da Achille Bonito Oliva nelle ultime settimane di EXPO 2015, continua ad espandere le sue radici a Napoli, coinvolgendo anche le sale di Castel Sant’Elmo, del Museo Archeologico Nazionale e della Fondazione Morra Greco.
Come preannunciato dal titolo del progetto, l’arte ha nutrito e si è nutrita della città, diffondendosi sul territorio con la collaborazione delle istituzioni sia pubbliche che private, permettendo agli artisti di dar libero sfogo creativo all’interpretazione di ciò che può essere, oggi, la visione dell’abbondanza, reinterpretando gli antichi culti della fertilità. Per questo, sono state generate vere e proprie macchine scenografiche site specific che mantengono il loro valore in base al tema, al contesto e al luogo in cui sono state collocate. Ogni opera rimane ispirata, a suo modo, all’immagine dell’albero della cuccagna, un soggetto che ha una lunga tradizione popolare, soprattutto celtica, venerato come simbolo della nuova stagione e delle sue promesse di abbondanza.
Dopo l’installazione di Marco Bagnoli al Madre e quella di Paul Renner presso la Vigna di San Martino della Fondazione Morra, è stato presentato, a Castel Sant’Elmo, il lavoro di Maurizio Elettrico (1965) dal titolo Cibum deorum. La scultura è ispirata alla saga fantasy “Lo scoiattolo e il Graal”, firmata dallo stesso Elettrico, incentrata sulla ricerca di uno spiritualismo mistico e puro ma deliberatamente affiancato dal desiderio dell’estremo. L’opera è composta da una grande tavola imbandita, alla cui estremità un elemento verticale di circa sette metri va quasi a sfiorare la volta della sala, rappresentando metaforicamente la presenza dell’albero. Elettrico, incantato dal mondo dei suoi demoni di cui l’opera è ampiamente illustrata, rende la tavola ricca di un pranzo inaccessibile, proprio come se fosse destinata a creature di una dimensione non terrena, quelle divinità misteriose proiettate verso la sfida tra il bene e il male che rappresenta quasi un confronto simbolico tra lo spreco e l’abbondanza.Come preannunciato dal titolo del progetto, l’arte ha nutrito e si è nutrita della città, diffondendosi sul territorio con la collaborazione delle istituzioni sia pubbliche che private, permettendo agli artisti di dar libero sfogo creativo all’interpretazione di ciò che può essere, oggi, la visione dell’abbondanza, reinterpretando gli antichi culti della fertilità. Per questo, sono state generate vere e proprie macchine scenografiche site specific che mantengono il loro valore in base al tema, al contesto e al luogo in cui sono state collocate. Ogni opera rimane ispirata, a suo modo, all’immagine dell’albero della cuccagna, un soggetto che ha una lunga tradizione popolare, soprattutto celtica, venerato come simbolo della nuova stagione e delle sue promesse di abbondanza.

Ultima inaugurazione napoletana del progetto di Achille Bonito Oliva è stata quella nel nuovo spazio espositivo della Fondazione Morra Greco, al n°3 di Largo Avellino, un tempo negozio di barbiere e, per l’occasione, luogo scelto per ospitare il lavoro di Lorenzo Scotto di Luzio (1972). L’installazione Pane al Pane è un sistema idraulico che permette a una pioggia di 2.500 litri di vino rosso di cadere dal soffitto per depositarsi in un’ampia vasca di raccolta, in una funzione puramente estetica. La macchina prodotta dall’artista riesce a toccare tutti i sensi, realizzando anche quell’aspro contrasto tra abbondanza e spreco volutamente ricercato dall’autore. L’opera, infatti, nel suo continuo mutamento dovuto al perpetuo fluire del vino che crea all’interno della vasca una texture pittorica sempre diversa, riesce ad attrarre e affascinare per l’utilizzo di un materiale insolito ma, da sempre, legato ai culti della fertilità e quindi perfettamente inerente al tema della cuccagna.
Quelle di Napoli sono state tra le ultime inaugurazioni in programma per il progetto che ha interessato 19 regioni italiane in più di 30 sedi espositive e, raccogliendo l’invito del critico a produrre riflessioni attraverso il gioco dell’arte, ha coinvolto 40 artisti intorno al tema della sensibilizzazione collettiva sull’alimentazione. Il progetto prevede un finissage conclusivo che si terrà il 10 febbraio 2016.
Michela Sellitto
L’albero della cuccagna. Nutrimenti d’arte
Maurizio Elettrico, Cibum Deorum
Castel Sant’Elmo
Via Tito Angelini, 22 – 80129, Napoli
Luigi Ontani, AlnusThaiAurea
Museo Archeologico Nazionale di Napoli
Piazza Museo Nazionale, 19 – 80135, Napoli
Lorenzo Scotto di Luzio, Pane al Pane
Fondazione Morra Greco
Largo Proprio D’Avellino, 80138 Napoli
Pubblicato il 22/12/2015 su Exibart



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