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Leggere il territorio, tra archivio diffuso e utopia concreta. Il Madre continua a per-formare

  • Immagine del redattore: Michela Sellitto
    Michela Sellitto
  • 8 giu 2016
  • Tempo di lettura: 2 min

Con il progetto “Per_formare una collezione: per un archivio dell’arte a Napoli”, il Museo d’Arte Contemporanea Donnaregina continua la sua pratica di condivisione tra il pubblico e la città. In questi anni, il Madre si è riconosciuto come interprete, mediatore e raccoglitore della contemporaneità, offrendosi come archivio in cui ordinare e proporre elementi di riflessione. Come sottolineato più volte dal Direttore della Fondazione Donnaregina, Andrea Viliani: «L’archivio non è solo il luogo in cui si conserva il passato ma anche dove, attraverso lo studio e il riesame delle fonti, si progetta il futuro. Il Museo Madre cerca di ripartire dalle sue fondamenta per nuove proposte, nuove ipotesi per guardare avanti».

Dopo il progressivo accrescimento dell’offerta espositiva, iniziato nel 2013 con “Per_formare una collezione #1”, questa nuova linea di progettualità e di sviluppo della collezione si è inaugurata con l’introduzione permanente, nelle sale del secondo piano del museo, di Supernapoli, opera di Cherubino Gambardella.  Dopo aver girato l’Italia, presenziando alla Biennale di Architettura del 2014 e alla Triennale di Milano del 2015, questo lavoro torna nella sua città, coronando, con questa donazione, il rapporto di lunga data che lega l’architetto e il Museo. L’opera di Gambardella si sviluppa attraverso disegni che perdono completamente la loro funzione primaria di reale planimetria del costruire, dell’abitabile, del condivisibile, per divenire territori incongrui, quasi manifesti di una metropoli-mondo permeata dell’utopia, animata da frammenti di un mosaico immaginario. L’architetto non mostra la città che vorrebbe ma la città già esistente, con tutte le sue complessità e, allo stesso tempo, apre una possibilità su una città diversa, sognata, immaginabile attraverso le sue stesse energie e visioni di futuro, con la volontà costante di rendere possibili, se non reali, i cambiamenti necessari, che sono elementi costruttivi tangibili e presenti all’interno delle tavole.

Venerdì, 10 giugno, si terrà la presentazione di Cittàlimbo Archives, opera site specific di Brigataes, sigla di produzione estetica creata da Aldo Elefante nel 1992. L’opera, prodotta dalla Fondazione Banco di Napoli e a cura di Andrea Viliani, sarà diffusa per il Museo, invadendo anche gli spazi di servizio, con monitor televisivi che mostreranno in loop i volti di uomini e donne, tracce video mute e sparse. Nella sala di lettura della Biblioteca, al primo piano, l’opera assumerà l’aspetto un archivio unitario e udibile. Le testimonianze raccolte non sono casuali, i volti sono di artisti, critici, curatori, galleristi, collezionisti – da Achille Bonito Oliva a Ninì Sgambati, da Mimmo Jodice a Nicola Spinosa, da Lucia Trisorio a Lia Rumma, tra i molti altri – che hanno concepito e prodotto la storia dell’arte a Napoli dal 1950 al 1980. Cittàlimbo Archives dà parola e immagine alla contemporaneità, rendendosi, allo stesso tempo, opera e documentazione della collezione. (Michela Sellitto)


Home page: Cherubino Gambardella, Supernapoli, 2014

Sopra: Brigataes, Cittàlimbo Archives, 2015. Prodotto da Fondazione Banco di Napoli, in comodato a MADRE


Pubblicato il 08/06/2016 su Exibart

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